Mercoledì 29 gennaio, ore 17:00. Sotto le finestre del municipio, la Guardia municipale intona Volare, l’inno senza tempo di Domenico Modugno. L’atmosfera è solenne, ma intrisa di quel calore meridionale che caratterizza Nizza. Una parte della comunità italiana della città varca le porte del municipio, accolta dal console d’Italia, Emilio Lolli. Il tono è dato: si è qui per celebrare legami, ma anche per parlare di futuro.
La Sala dell’Unione si riempie rapidamente. Giovani, anziani, eletti, cittadini. Tutti sono venuti per ascoltare Christian Estrosi, il sindaco di Nizza, e il console italiano, Emilio Lolli. I nizzardi di origine italiana, numerosi, si affollano davanti al podio. L’atmosfera è rilassata, quasi familiare. Ma dietro i sorrisi e le strette di mano, si percepisce un’aria di attesa. Perché oggi non si tratta solo di celebrare un’eredità, ma anche di annunciare una nuova tappa nelle relazioni tra Nizza e l’Italia.
Christian Estrosi, il sindaco, prende la parola. Subito gioca la carta della vicinanza. «Sono il primo sindaco di origine italiana a Nizza, e capite perché, per me, mantenere questi stretti legami con voi sia essenziale», dichiara, suscitando sorrisi tra il pubblico. Poi, con una punta di provocazione ben dosata, ricorda le sfumature storiche di Nizza: «Sono di origine italiana perché la mia famiglia veniva dall’Umbria, ma Nizza non è mai stata italiana, è stata piemontese, forse un po’ savoiarda». Un modo per sottolineare che l’identità nizzarda, pur influenzata dall’Italia, ha sempre avuto un carattere proprio.
Nella sala, gli eletti annuiscono, divertiti. Il console italiano, Emilio Lolli, sfoggia un ampio sorriso. Ma dietro questa benevolenza mostrata, tutti aspettano il seguito. Ed è qui che Christian Estrosi lancia la sua bomba: «Tra due settimane, i ministri degli Esteri italiano e francese verranno qui, a Nizza, per ufficializzare il fatto che siamo la prima regione franco-italiana nata dal Trattato del Quirinale: Nizza, Cuneo, Imperia». L’annuncio ha l’effetto di un fulmine a ciel sereno. I ministri Jean-Noël Barrot e Antonio Tajani sanciranno così un’unione a lungo attesa, ispirata all’Euregio, la regione transfrontaliera tra Austria e Italia dove i cittadini godono già di servizi comuni.
«I risultati delle elezioni politiche in Italia o in Francia mi interessano poco», prosegue Estrosi. «Finché nella nostra storia, nella nostra autenticità, nella nostra identità, avremo cura che nulla possa snaturare ciò di cui siamo, insieme, eredi». Il sindaco insiste sulla necessità di dotarsi di strumenti moderni per rafforzare questi legami: «Con i nostri studenti, i nostri scolari, i nostri scienziati».
Tenda, Milano, Genova: i binari della cooperazione
Tra i progetti concreti menzionati, la riapertura del tunnel di Tenda, un punto di blocco storico che ostacola da anni gli scambi tra le Alpi Marittime e la Liguria. «I ministri dei Trasporti francese e italiano si incontreranno presto a Nizza per chiudere definitivamente questo dibattito», annuncia Estrosi. Parallelamente, i due paesi lavorano per consolidare i collegamenti ferroviari tra Milano e Nizza, inaugurati la scorsa estate. «Vogliamo rafforzare questo progresso», sottolinea il sindaco. Se la tecnologia italiana è già operativa tra Milano e Genova, importanti lavori sono in corso tra Genova e Ventimiglia per modernizzare le infrastrutture. Sul lato francese, sono previsti anche cantieri importanti tra Nizza Saint-Augustin e Ventimiglia, per adattare il calibro dei tunnel e delle curve. «Questo ci permetterà di ridurre i tempi di percorrenza, con Nizza a 1h20 da Genova e a 2 ore da Milano», spiega.
Un’euroregione in marcia
Questa collaborazione si inserisce nel quadro più ampio della creazione di un’euroregione, un progetto ambizioso volto a rafforzare i legami economici, culturali e sociali tra i due paesi. Per Christian Estrosi, si tratta di una tappa cruciale per costruire un’Europa dei territori, più vicina ai cittadini e più efficiente. «Un approccio portatore di speranza», sottolinea Emilio Lolli, il console italiano. In un contesto globale segnato da ripiegamenti identitari e fratture territoriali, questa iniziativa incarna una resistenza dolce ma determinata. Dimostra che il dialogo, l’inclusione e la cooperazione non sono concetti vuoti, ma strumenti concreti per costruire un futuro comune.
Nizza, crocevia storico e culturale, si colloca ancora una volta al centro di questa dinamica. Qui, il vivere insieme non è uno slogan, ma una pratica. «Ognuno, qualunque sia la sua origine, può contribuire con impegno alla costruzione di una società più giusta e dinamica», insiste Lolli. Una visione che contrasta con i discorsi prevalenti, spesso intrisi di diffidenza ed esclusione.
L’Alleanza transfrontaliera, un laboratorio del futuro
L’Alleanza transfrontaliera, che unisce le province di Imperia e Cuneo, affiancate dalle metropoli di Genova, Torino e dalla Comunità d’Agglomerazione della Riviera Francese (CARF), delinea i contorni di un’Europa delle possibilità. Un’Europa in cui le frontiere non sarebbero più muri, ma ponti. «Questa iniziativa dimostra che la cooperazione non cancella le identità, ma le valorizza», aggiunge Lolli. Tra la Francia e l’Italia, tra le montagne di Cuneo e le rive del Mediterraneo, si intrecciano legami economici, culturali e sociali.
In un mondo in cui i muri sembrano a volte più facili da erigere che i ponti, questa Alleanza transfrontaliera ricorda un’evidenza: il futuro si costruirà insieme, o non si costruirà. Mentre le sfide – climatiche, economiche, sociali – ci chiamano a superare gli egoismi nazionali, questa iniziativa è un faro. Una prova che, nonostante tutto, il dialogo può prevalere. E che, da qualche parte tra Nizza, Genova e Torino, si sta forse disegnando il volto di un’Europa riconciliata con se stessa.

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