Dall’altro lato del confine, a Genova, gli sforzi si concentrano sulla fluidificazione del traffico e sulla riduzione delle emissioni di gas serra. In una città dove gli Appennini ostacolano la circolazione dell’aria, creando una bolla di stagnazione durante le giornate calme, la presenza del primo porto del Mediterraneo non migliora la qualità dell’aria per i residenti. Di fronte a queste sfide, aggravate da un uso massiccio di veicoli privati, il comune e la compagnia di trasporti AMT hanno introdotto, alcuni mesi fa, la gratuità dei trasporti pubblici per tutti i residenti dell’area metropolitana di Genova.
Per completare questa misura, Genova ha anche istituito una tariffa di parcheggio di 2 € all’ora nelle zone centrali, una strategia volta a dissuadere l’uso dell’auto in città. L’obiettivo è duplice: ridurre la congestione stradale e incoraggiare gli automobilisti a privilegiare i trasporti pubblici, ora gratuiti per i residenti. Un modo per far pagare il costo ambientale dell’auto rendendo al contempo le alternative più attraenti.
A Genova, il traffico automobilistico è particolarmente intenso. Le auto affluiscono in gran numero dalle periferie e dall’entroterra, saturando le arterie stradali. Per limitare questa dipendenza dall’auto, le istituzioni locali hanno optato per una misura forte: la gratuità dei trasporti pubblici. Un’iniziativa che mira a promuovere spostamenti sostenibili e a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
I risultati dell’esperimento, riportati da Primo Canale, sono inequivocabili. Secondo una nota dell’AMT (Azienda Mobilità e Trasporti), al 30 novembre 2024, il numero di passeggeri è aumentato di oltre l’11% negli autobus e del 40% in media nella metropolitana e nei trasporti verticali. Il numero di abbonamenti annuali è esploso, passando da 78.000 a 184.000, con un incremento del 135%. Ancora più spettacolare: gli abbonamenti per i minori di 14 anni e gli over 70 sono aumentati del 636%, raggiungendo 88.300 contro i 12.000 precedenti.
L’obiettivo è stato raggiunto: avvicinare i giovani ai trasporti pubblici e incoraggiare gli anziani verso una mobilità più sostenibile. Di fronte a questi risultati, la gratuità è stata prorogata fino al 30 aprile 2025, il tempo necessario per affinare il confronto con l’introduzione dei nuovi titoli di trasporto.
E per gli altri? A partire dal 1° gennaio 2025, i residenti dell’area metropolitana di età compresa tra 14 e 70 anni dovranno munirsi del nuovo abbonamento gratuito MIV, caricato sul CityPass AMT. Questo titolo, riservato ai genovesi, sarà valido fino al 30 aprile 2025, indipendentemente dalla data di attivazione. Una misura che estende la gratuità a tutti, mantenendo un occhio sull’efficienza del sistema.
E per i non residenti?
Per i visitatori e le persone non residenti a Genova, i trasporti pubblici rimangono a pagamento, con tariffe adattate a diverse esigenze:
| Tipologia di biglietto | Prezzo | Descrizione |
|---|---|---|
| Biglietto 110 minuti | 2,00 € | Valido su tutta la rete metropolitana. |
| Biglietto integrato AMT-Trenitalia 110 minuti | 2,20 € | Include i treni urbani Trenitalia. |
| Biglietto 5 ore | 5,00 € | Ideale per visite turistiche. |
| Carnet di 11 biglietti da 110 minuti | 20,00 € | Economico per soggiorni prolungati. |
| Biglietto 4 viaggi | 4,00 € | Per ascensori, funicolari e linee periferiche. |
Un territorio simile
Queste tariffe, sebbene leggermente più elevate rispetto a Nizza (dove un biglietto singolo costa 1,70 €), offrono una buona flessibilità per esplorare Genova e dintorni. Consentono ai non residenti di usufruire di una rete di trasporti ampia ed efficiente, sostenendo al contempo gli sforzi della città per ridurre la congestione e le emissioni di gas serra.
Nella nostra regione, lungo l’asse Nizza-Monaco, la situazione è inequivocabile. La via Mathis, tra Saint-Augustin e Riquier, è regolarmente congestionata, con un impatto sulla qualità dell’aria e un’esposizione dei residenti a inquinamento sia acustico che atmosferico. Questa situazione si ripete in altre zone della città, come la valle del Paillon o la Promenade des Anglais.
Allo stesso modo, l’autostrada e la moyenne corniche, che collegano Nizza a Monaco, si trasformano spesso in veri e propri parcheggi durante le ore di punta. Questi ingorghi cronici non fanno che aggravare i problemi di inquinamento e mobilità, rappresentando una sfida significativa per i residenti e le autorità locali.
L’esempio di Genova dimostra che un’alternativa è possibile. Rendere i trasporti pubblici gratuiti potrebbe non solo decongestionare le nostre strade, ma anche contribuire a un ambiente più sano per tutti. Una pista da esplorare seriamente, mentre le sfide della mobilità e della transizione ecologica diventano ogni giorno più pressanti.
| Criterio | Metropoli di Genova | Metropoli Nizza Costa Azzurra |
|---|---|---|
| Superficie | 1.839,20 km² | 1.479,70 km² |
| Popolazione | 815.532 ab. (31-10-2023) | 568.596 ab. (2022) |
| Densità | 443,42 ab./km² | 384 ab./km² |
| Numero di comuni | 67 comuni | 51 comuni |
La situazione a Nizza
A Nizza, la lotta contro l’intasamento delle strade passa anche attraverso iniziative concrete. Come riportato da Nice Matin, in un articolo pubblicato il 3 maggio 2024, un progetto di parcheggio di scambio è in fase di costruzione ai piedi del boulevard Tzarewitch, sul sito della ex stazione di servizio Avia. Questo parcheggio, che dovrebbe essere operativo entro la fine del 2025, mira a facilitare l’accesso ai trasporti pubblici offrendo agli automobilisti la possibilità di lasciare il proprio veicolo in un parcheggio sicuro prima di prendere il bus ad alto livello di servizio sull’asse Cessole-Gambetta.
Inoltre, come sottolinea un articolo di France Bleu dell’11 agosto 2024, la gratuità dei trasporti pubblici è già stata implementata a Nizza durante i picchi di inquinamento. Questa misura, sebbene temporanea, incoraggia i residenti a privilegiare i trasporti pubblici per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria. Si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di ridurre la dipendenza dall’auto privata e promuovere modalità di spostamento più sostenibili.
Le abitudini dei Nizzardi e le sfide per il futuro
Mentre le sfide della mobilità e della transizione ecologica si intensificano, questi progetti dimostrano che esistono alternative possibili. Resta da vedere se queste misure, puntuali o permanenti, potranno estendersi ad altre metropoli che affrontano sfide simili.
Un’analisi di Nice Matin del 03/03/2022 rivela le abitudini di spostamento dei Nizzardi. Includendo il carpooling o il car sharing (che rappresentano solo il 3% dei casi), il 46% dei Nizzardi si sposta in auto ogni giorno. Questa cifra è molto inferiore a quella degli altri comuni della Metropoli, dove il 78% degli abitanti utilizza il proprio veicolo quotidianamente. Tuttavia, il 74% dei Metropolitani e il 70% dei Nizzardi vorrebbero fare a meno dell’auto, ma ritengono che sia complicato. Ciò sottolinea la sfida per le amministrazioni di sviluppare i trasporti pubblici.
A Nizza, il 62% delle persone intervistate da Ipsos dichiara di utilizzare i trasporti pubblici, contro solo il 34% nel territorio metropolitano esterno a Nizza e il 29% nell’intera popolazione francese. Il tram è il mezzo di trasporto più utilizzato dai Nizzardi (53%), seguito da autobus o pullman (35%), mezzi a due ruote non motorizzati (14%) e treno (10%). Negli altri comuni della Metropoli, la tendenza si inverte: autobus e pullman sono in testa (29%), davanti al tram (19%).
Nizza: ingorghi, trasporti e soluzioni ecologiche
I Nizzardi identificano diversi ostacoli ai loro spostamenti: gli ingorghi (54%), i semafori ritenuti troppo numerosi (27%), la frequenza dei trasporti pubblici (24%) e gli incidenti lungo il percorso (26%). Per migliorare la situazione, il 59% dei Nizzardi sarebbe interessato a un servizio di pullman su autostrada o corsia riservata, partendo da un parcheggio vicino a casa. Allo stesso modo, il 56% vorrebbe avere accesso a parcheggi riservati all’ingresso delle autostrade, prima di prendere un veicolo condiviso o un trasporto pubblico.
Infine, l’argomento ecologico non è da trascurare: il 62% degli intervistati ritiene di avere un impatto sulla qualità dell’aria e di contribuire al cambiamento climatico spostandosi. Per ridurre la propria impronta di carbonio, il 48% dei Metropolitani e il 51% dei Nizzardi prevedono di spostarsi più spesso a piedi o in bicicletta, mentre il 30% intende utilizzare maggiormente i trasporti pubblici.
Mentre le sfide della mobilità e della transizione ecologica si intensificano, le iniziative di Genova e Nizza dimostrano che un’alternativa all’auto privata è possibile. Genova, optando per la gratuità totale dei trasporti pubblici e l’aumento dei prezzi dei parcheggi, ha fatto una scelta radicale ma portatrice di speranza. Questa decisione audace ha già dato i suoi frutti: un aumento spettacolare del numero di utenti, una riduzione della congestione stradale e un miglioramento tangibile della qualità della vita per i suoi abitanti.
Tuttavia, una scelta del genere non è priva di sfide. Richiede un forte impegno da parte delle amministrazioni, investimenti significativi e una riorganizzazione profonda dei sistemi di trasporto. Ma i risultati sono lì a dimostrare che ne vale la pena: i cittadini, quando vengono proposte alternative valide e accessibili, sono pronti a lasciare l’auto in garage. A Nizza, dove la volontà di rinunciare all’auto è altrettanto forte (74% dei Metropolitani e 70% dei Nizzardi), l’esempio di Genova potrebbe ispirare misure altrettanto ambiziose.
La scelta radicale di Genova non è solo una soluzione locale: è un modello da seguire per tutte le metropoli che affrontano congestione, inquinamento e sfide climatiche. Dimostra che, quando cittadini e istituzioni lavorano insieme, una transizione verso una mobilità sostenibile è possibile. L’urgenza è reale, e il momento di agire è adesso. Le città che oseranno fare questa scelta oggi saranno quelle che plasmeranno un futuro più respirabile e vivibile per tutti.

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