Nel cuore di Nizza, su piazza Garibaldi, la Cappella del Santo Sepolcro, dopo cinque anni di meticoloso restauro, si svela in tutto il suo splendore. Ben più di un semplice edificio religioso, è il frutto di una storia complessa, segnata dalla presenza attiva della confraternita dei Penitenti Blu e dall’influenza determinante del Consiglio d’Ornato sul paesaggio urbano nizzardo.
I Penitenti Blu: una tradizione di carità dal 1431
Fondata il 4 febbraio 1431, la Società del Santo Sepolcro, comunemente chiamata i Penitenti Blu a causa del colore della loro veste, è una delle più antiche confraternite di Nizza. Sotto l’influenza dei Francescani dell’Osservanza, la loro missione principale è duplice: l’espressione pubblica della fede cattolica e l’assistenza ai più bisognosi. Fin dai loro inizi, si impegnano con i malati, i poveri e gli orfani, tessendo un legame profondo con la popolazione nizzarda.
La Cappella del Santo Sepolcro: un luogo carico di storia
La costruzione della cappella su piazza Vittorio (oggi piazza Garibaldi) inizia nel 1781, sotto la direzione dell’architetto Antonio Spinelli. Completato nel 1784, l’edificio diventa un luogo centrale per la confraternita. La sua storia è tuttavia costellata di prove, soprattutto durante l’occupazione francese, quando i Penitenti Blu vengono privati del loro luogo di culto.
L’impronta del Consiglio d’Ornato sulla Cappella
Istituito con lettere patenti di Carlo Alberto il 26 maggio 1832, il Consiglio d’Ornato (Consiglio d’Ornamento) svolge un ruolo fondamentale nell’evoluzione urbanistica di Nizza sotto il Regno di Sardegna. Questa istituzione, vero e proprio “ministero dell’abbellimento”, ha il compito di supervisionare e regolamentare le costruzioni, al fine di creare un paesaggio urbano armonioso e funzionale, in accordo con le tendenze architettoniche dell’epoca e le esigenze di una città in piena espansione.
Sebbene la cappella sia stata costruita prima della creazione del Consiglio d’Ornato, quest’ultimo ha esercitato una notevole influenza sulla sua evoluzione. Nel 1850, il Consiglio autorizza la costruzione del balcone in calcare bianco, ornato dalle iniziali “VE” in omaggio a Vittorio Emanuele II. Questa aggiunta architettonica, al di là del suo aspetto estetico, testimonia la volontà del Consiglio di integrare armoniosamente gli edifici nel loro ambiente urbano e di valorizzare gli elementi architettonici di qualità. Il balcone diventa anche una tribuna pubblica, utilizzata in diverse occasioni e cerimonie.
Un restauro al servizio del patrimonio
Il recente restauro della Cappella del Santo Sepolcro non si limita alla semplice ristrutturazione dell’edificio. Mette in luce il suo profondo legame con la storia dei Penitenti Blu e l’azione del Consiglio d’Ornato. La cappella restaurata è una preziosa testimonianza del patrimonio nizzardo, un luogo che racconta secoli di storia, di fede e di impegno civico.
L’inaugurazione: una celebrazione del rinnovamento (dal 17 al 19 gennaio)
L’inaugurazione della cappella restaurata è un evento importante per la città di Nizza. Offre l’occasione di celebrare questo patrimonio ritrovato e di rendere omaggio al continuo impegno dei Penitenti Blu. È stato preparato un programma festivo e solenne:
Venerdì 17 gennaio:
Ore 19:30: Inaugurazione ufficiale della Cappella restaurata.
Ore 21:30: Concerto inaugurale in collaborazione con l’associazione Fifres et Tambours du Pays Niçois.
Sabato 18 gennaio:
Ore 9:00-10:30: Visite guidate per i residenti del quartiere Garibaldi.
Ore 11:00: Visita musicale della Cappella con l’associazione Fifres et Tambours du Pays Niçois.
Ore 15:30: Concorso di eloquenza sul tema del patrimonio a cura dei membri dell’Associazione di dibattito nizzarda.
Ore 17:30: Canti nizzardi (“Li Bramaire de la Countea”).
Ore 18:00: Messa di riapertura celebrata da Mons. Jean-Philippe Nault, vescovo di Nizza.
Domenica 19 gennaio:
Ore 10:00-12:00 e 14:00-16:00: Visite libere.
Ore 16:30: Concerto di chiusura a cura dell’Ensemble barocco di Nizza (ingresso 10 euro).

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