
L’arrivo degli Inglesi sulla costa mediterranea
L’arrivo degli inglesi sulla Costa Azzurra è un fenomeno ben noto. Nel XIX secolo, numerosi britannici affluivano sulla nostra costa, da Antibes a Mentone, attratti dal sole, dagli inverni miti e dalla natura mediterranea. Tuttavia, pochi conoscono realmente l’entità della loro influenza e la ricchezza che hanno portato, ben oltre la Costa Azzurra, fino alla Riviera ligure. Già a metà del XVIII secolo, gli Inglesi, sedotti dal clima mediterraneo, hanno cominciato a frequentare l’Italia e il sud della Francia. Hanno impiantato colonie e creato giardini all’inglese, perfettamente integrati nei paesaggi locali.
Gli inizi del turismo inglese
Nel 1776, il medico Tobias Smollett celebrava già i benefici per la salute e la bellezza della costa tra Genova e Nizza, invitando così i suoi connazionali a recarvisi. Questa fascinazione per la nostra regione ha lasciato un’impronta duratura nel patrimonio e nell’identità di entrambe le sponde della frontiera. Fino al 1860, la Riviera ligure, comprensiva di Mentone e Nizza prima della loro cessione alla Francia, era la loro destinazione preferita, ma l’interesse si spostò successivamente verso la Costa Azzurra, grazie a massicci investimenti che la resero una meta prestigiosa.
Bordighera, il cuore della vita sociale inglese in Italia
Città come Bordighera, soprannominata da Edmondo De Amicis il « Paradiso degli Inglesi », così come Sanremo, Ospedaletti e Alassio, hanno saputo preservare il loro fascino. A Bordighera, vero cuore della vita sociale inglese in Italia, la chiesa anglicana giocava un ruolo centrale. La città ospitava infatti la più grande comunità inglese d’Italia e vi soggiornarono figure illustri, come la famiglia degli Earls di Strathmore o ancora la regina Elisabetta, madre della Regina Elisabetta II che tutti conoscono. Bordighera fu anche l’ultimo luogo di residenza della regina madre d’Italia, Margherita di Savoia, che vi morì nel 1926. Gli Inglesi, seguiti dai Russi, dai Svizzeri e dai Tedeschi, giocarono un ruolo fondamentale nello sviluppo del turismo moderno sulla Riviera. Se la Costa Azzurra era percepita come più dinamica, la Riviera ligure offriva un’atmosfera più tranquilla e autentica. I giardini Hanbury di La Mortola e ville come la Villa Boccanegra, entrambe situate a Ventimiglia, ne sono testimoni. Tuttavia, i rapporti tra gli Inglesi e gli abitanti locali erano talvolta caratterizzati da una certa distanza, che col tempo però si attenuò.
L’architettura della Belle Époque

Che si tratti del Palais Regina a Cimiez o del Casinò di Sanremo in Italia, numerosi edifici hanno visto la loro progettazione affidata ad architetti che hanno attraversato il confine per arricchire la costa nello stile preferito dagli Inglesi: lo stile Liberty. Infatti, personalità come Charles Garnier, il franco-sardo Sébastien-Marcel Biasini di Nizza, o ancora Thomas Hambury, sono stati molti gli architetti o i botanici che si sono stabiliti o che hanno favorito la costruzione dell’universo inglese sulla costa, da Sanremo a Nizza. Tra tutti questi nomi, il più celebre resta senza dubbio il parigino Charles Garnier. Durante la sua carriera, oltre ad aver progettato il celebre Opéra di Parigi, ha contribuito alla costruzione di numerosi edifici lungo la costa. A Nizza, ha partecipato alla costruzione dell’osservatorio, mentre a Monaco ha realizzato i piani del Casinò di Monte-Carlo. A Bordighera, la sua impronta è particolarmente marcata: ha progettato la chiesa di Terrasanta, il Palazzo Garnier (che oggi ospita il municipio), l’attuale caserma della polizia municipale situata in centro città, nonché la Villa Etelinda, dove soggiornò la regina madre d’Inghilterra Elisabetta, senza dimenticare la sua residenza personale, la Villa Garnier, che domina il porto della città. Infatti, nel maggio del 1871, dopo un soggiorno a Mentone, Charles Garnier scelse Bordighera per costruirvi la sua villa, su un terreno vicino al mare, già occupato da una piccola cappella-scuola. In cambio di questo terreno, Garnier propose alla città una generosa somma di 6.000 lire e un progetto per una nuova scuola. La villa, ispirata dall’architettura moresca, comprendeva una torre con vista panoramica che Garnier chiamò “Il mio mirador”. Luogo di incontri artistici, la villa accolse numerosi ospiti, tra cui i celebri Ernest Meissonier e Gustave Boulanger, che la segnarono con i loro schizzi. L’interno ospita ancora opere di pittori come Jules Lenepveu e Georges Clairin. Diventata un modello di architettura sulla Riviera, la villa appartiene oggi alle Suore di Sant’Anna di Aosta, e offre ai visitatori la possibilità di soggiornare nella camera di Garnier o in quella dei suoi ospiti.
La regina Vittoria e gli hotel di lusso
Negli anni 1880, la regina Vittoria d’Inghilterra soggiornò più volte sulla Costa Azzurra, visitando in particolare Mentone, Cannes e Grasse. Nel 1887, l’hotel di Bordighera, costruito dall’imprenditore svizzero Adolf Angst, incontrò un grande successo, attirando una clientela britannica durante i mesi invernali. Il successo fu tale che nel 1900, la regina Vittoria riservò l’intero hotel per sé e il suo entourage. Tuttavia, il suo viaggio fu annullato a causa della Seconda guerra dei Boeri.

Fu nel 1895, dopo un soggiorno giudicato insoddisfacente al Grand Hôtel di Cimiez, che l’idea del progetto “Palace” cominciò a concretizzarsi. Le fu promesso allora la costruzione di un hotel-residenza adattato alle sue esigenze, con elettricità, fognature e riscaldamento centrale. Toccatasi da queste promesse, la regina si impegnò a tornare la primavera successiva per risiedere in questo hotel appositamente progettato per lei.

L’architetto nizzardo di fama, Sébastien-Marcel Biasini (Sebastiano Marcello Biasini), è l’ideatore della costruzione del Palais Regina a Cimiez nel 1895, nonché del primo casinò italiano – la Villa Sultana – edificato a Ospedaletti tra il 1883 e il 1884 dalla Société Foncière Lyonnaise. Nel 1905, quest’ultima decise di restituire la licenza della casa da gioco alla prefettura, che poi venne ceduta a Sanremo. La città intraprese quindi la costruzione del proprio casinò municipale, progettato dal francese Eugène Ferret, come lo conosciamo oggi, mentre Villa La Sultana divenne un club privato. Oggi, purtroppo, l’edificio si trova in uno stato di avanzata degradazione e suscita numerosi dibattiti tra i cittadini riguardo al suo futuro.
L’impronta degli Inglesi sulla costa francese e ligure

Lo stile Liberty – Belle Époque ha segnato non solo numerosi edifici della costa nizzarda, come il celebre Negresco, ma anche città come Monaco, Mentone, Bordighera e Sanremo. Questa città, Sanremo, conserva ancora diversi hotel simbolo del passaggio degli Inglesi, come l’Hôtel des Anglais e l’Hôtel Londra, situati sul Corso Imperatrice. Questo corso deve il suo nome all’imperatrice di Russia Maria Alexandrovna, che, dopo aver soggiornato in città nel 1874, donò le palme che oggi fiancheggiano questa splendida passeggiata lungo il mare. In termini di continuità territoriale, troviamo ancora oggi hotel classificati 4 o 5 stelle, come i due hotel de Paris: uno sulla costa a Bordighera e l’altro a Sanremo. Questi stabilimenti, sebbene prestigiosi, non competono però con la fama dell’emblematico Hôtel de Paris di Monte-Carlo.
I giardini Hanbury: Un’eredità botanica

I Giardini Esotici Hanbury, vicino a Bordighera, sono uno dei giardini all’inglese più famosi della Riviera italiana. Creato da Thomas Hanbury, un inglese arricchitosi in Asia, il giardino si trova su una proprietà di 18 ettari con vista sul Mar Mediterraneo. Inizialmente concepito da Thomas e dal fratello botanico Daniel, il giardino si trasforma nel corso degli anni in un vero rifugio esotico, raccogliendo migliaia di specie di piante. Dopo diverse vicissitudini, tra cui danni durante le guerre mondiali, diventa un sito pubblico nel 1960, acquisito dallo Stato italiano. Oggi, l’Università di Genova gestisce il giardino, che continua a crescere e a conservare i suoi tesori botanici.
In sintesi, queste personalità che hanno segnato il loro passaggio sulla Riviera, tra cui si può citare Claude Monet, non percepivano due territori distinti, ma una continuità che offriva all’occhio e alla mente una fonte di piacere, come testimoniano i suoi scritti durante il suo soggiorno tra Bordighera, Dolceacqua e la Costa Azzurra.
“Caro Durand-Ruel, sto vivendo un’esperienza umana ed artistica ricca e forse irripetibile. La riviera ligure rischiarita da un sole che modella le forme ed accarezza la natura, e le barche dei pescatori solcano le acque d’un mare verde-blu che non vi posso descrivere a parole. Acqua, fiori e poesia si confondono in un armonia musicale di colori che i miei occhi non hanno mai riscontrato. Inoltre per dipingere certi paesaggi bisognerebbe avere una tavolozza di gemme e diamanti, Mirabile.“
Un frammento di una lettera di Claude Monet, 1884, Bordighera


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