Acclamata e salutata dagli abitanti dei quartieri Libération e Borriglione, svelata dal suo lenzuolo bianco dal sindaco di Nizza, Christian Estrosi, è apparsa alla fine del mese di ottobre davanti alla chiesa che porta il suo nome: Giovanna d’Arco. Più precisamente, si tratta della sua statua. Alta 2,3 metri, come riporta Nice-Presse, la statua in bronzo è stata realizzata dall’officina nizzarda Missor, che ha messo a frutto il suo savoir-faire.
Il posizionamento della statua equestre della Pulzella d’Orleans faceva parte del progetto di rinnovamento della piazza, che ha incluso anche la costruzione di un parcheggio sotterraneo e di un giardino destinato a rivitalizzare il quartiere della Libération, precedentemente isolato dal resto della città a causa della mancanza di parcheggi. Questo progetto ha permesso di introdurre più verde, contribuendo così abbellire e rilassare l’area urbana.
Un mot particulier pour cette belle statue. Elle est superbe et c'est tout ce qui devrait compter. Cette statue de bronze des ateliers Missor restera dans les mémoires et dans les livres, comme un exemple. Et pour Nice, c'est une fierté d'avoir enfin une statue de Jeanne d'Arc.… pic.twitter.com/bYqQHjdxyv
— Christian Estrosi (@cestrosi) October 23, 2024
Come ha indicato il sindaco Christian Estrosi in un post pubblicato sul social X, la statua “è splendida ed è tutto ciò che dovrebbe contare. Questa statua in bronzo degli atelier Missor rimarrà nella memoria e nei libri, come un esempio”. Ed è completamente vero.
Tuttavia, è importante sottolineare che, sebbene Giovanna d’Arco sia una figura simbolica per alcuni, non ha alcuna connessione diretta con la storia di Nizza o del nostro dipartimento. Eroina della Guerra dei Cent’anni, Giovanna d’Arco (1412-1431) si presenta al re Carlo VII, allora indebolito, e si dichiara eletta da Dio per scacciare gli Inglesi. Dopo aver guadagnato la sua fiducia, gioca un ruolo decisivo nella liberazione di Orléans nel 1429, un atto che permette a Carlo VII di rafforzare il suo potere e ridare speranza al regno di Francia. Nello stesso periodo, nel contesto nizzardo, la Chronologie illustrée de l’Histoire du Comté de Nice – di Michel Bourrier e Gérard Colletta – riporta che Amedeo VIII di Savoia cercava di risarcire i Nizzardi per le perdite subite durante i saccheggi condotti dai corsari fiorentini, pisani e catalani. Si alleava anche con Venezia per difendere i suoi possedimenti contro le ambizioni del duca di Milano, Filippo Visconti, con la pubblicazione di questa alleanza il 1° settembre 1426 a Nizza, accompagnata dalla dichiarazione di guerra del Milanese. Questo confronto permette di dimostrare la distanza storica tra gli eventi legati a Giovanna d’Arco e quelli che segnano la storia nizzarda dello stesso periodo.
Oltre ai racconti storici e all’attualità contemporanea, è importante ricordare ai lettori che la narrazione del passato deve anche tradursi in azioni concrete nel presente. Queste azioni devono mirare a trasmettere al mondo attuale il giusto senso del passato, senza cadere in alcuna appropriazione o imposizione culturale. Come sottolinea il nostro sindaco nel suo post su X, “per Nizza, è una fiera avere finalmente una statua di Giovanna d’Arco”, è interessante notare che, in altri luoghi vicini, come a Bolzano in Italia – un territorio di lingua tedesca e lontano dalla cultura italiana – una strada è stata intitolata in onore di Garibaldi, mentre la regione è stata integrata nell’Italia nel 1920. Questo illustra come, in alcuni casi, un’imposizione culturale possa manifestarsi, attraverso simboli e atti concreti, per affermare un’identità nazionale. Tuttavia, è anche essenziale che i Nizzardi non dimentichino il loro passato. Fortunatamente, attraverso altre azioni intraprese dal Comune, questo passato nizzardo, che comprende personaggi come Caterina Segurana e Giuseppe Garibaldi, continua a vivere e a essere trasmesso.
Per concludere, è importante che la comunità partecipi attivamente alla narrazione del presente, valorizzando il sentimento di appartenenza alla patria, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future. Tuttavia, è altrettanto essenziale saper collocare gli eventi che hanno plasmato il nostro passato nei momenti e nei contesti appropriati, per una comprensione giusta ed equilibrata della nostra storia.
Foto in evidenza: © Christian Estrosi, pubblicata sul suo profilo X

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