È un gioiello nascosto tra la Promenade des Anglais e Piazza Masséna, alla fine del Corso Saleya. Vi parlo della Chiesa di San Francesco da Paola. Questo luogo di culto, situato nel centro della città, sfoggia lo stile barocco piemontese. Il barocco piemontese tocca tutte le forme d’arte, dalle più grandi alle più piccole, e testimonia un talento eccezionale, pari alle opere di Roma. Si distingue per uno stile unico che trasforma le facciate e le cupole in autentici capolavori architettonici. La Basilica di Superga (Filippo Juvarra), così come le residenze reali dei Savoia, ne è un esempio emblematico. Infatti, nonostante l’assenza di questa corrente artistica nel panorama architettonico francese, è prezioso sottolineare che le chiese del dipartimento si inseriscono nel patrimonio barocco italiano, poiché sono state costruite sotto la dominazione piemontese. Come la maggior parte delle chiese minori situate nell’ex Contea di Nizza e nel Piemonte, la loro particolarità è quella di nascondere dietro una facciata talvolta austera, una notevole ricchezza architettonica al loro interno.
Va notato che fino ad oggi è stato scritto poco su questa chiesa. Quello che sappiamo fino a oggi è che si inserisce nello sviluppo della “nuova città” nel XVIII secolo. Infatti, sebbene siano disponibili molte informazioni sulla vicina Chiesa della Misericordia, costruita nello stesso periodo e progettata dal torinese Bernardo Antonio Vittone, quello che sappiamo di quest’ultima è che è stata costruita dai Minimi di San Francesco di Paola, ma il suo architetto rimane sconosciuto.

La sua facciata, datata 1775, si inserisce in uno stile architettonico neoclassico pur conservando elementi barocchi nella sua decorazione. Porta il motto dei Minimi: Charitas. Quanto all’interno, una volta varcato il portale, si può osservare il declino del barocco, particolarmente segnato dall’oscurità dello spazio, che manca di fonti di luce naturale. Le volte della navata sono scandite da archi doppi, il che fa di questa chiesa la “gemella” di quella del Carmine a Torino, progettata da Filippo Juvarra. (Sarà forse che questa chiesa sia stata concepita dal Juvarra? Indagheremo).
Il coro conserva in parte la sua decorazione originaria, iscritta nel movimento del barocco piemontese, in particolare la cornice del quadro che rappresenta l’apoteosi di San Francesco di Paola. Nel 1838, la chiesa fu destinata al culto parrocchiale, il che comportò una leggera modifica del coro con l’aggiunta di un nuovo altare neoclassico.
All’interno si trova una serie di dipinti che illustrano episodi della vita del santo, nonché un polittico della Vergine della Misericordia, datato 1428-1430 e realizzato da Ioannès Miralhet, originario della Catalogna, che ne curò la costruzione durante il suo passaggio a Nizza nello stesso periodo. Questo polittico era originariamente situato nell’oratorio della Confraternita della Misericordia, vicino all’antica Santa Reparata.
Passaggio storico:
In un estratto del libro Nos Souverains Savoyards di Guy Sampiero, una serie di testimonianze descrive gli eventi del 29 settembre 1792, durante l’inizio dell’invasione francese guidata dal generale D’Anselme. Questo avvenimento non esclude il fatto che diversi elementi che componevano la chiesa siano stati perduti.
La chiesa di San Francesco di Paola fu profanata e dei ribelli vestirono le statue con travestimenti scandalosi. Sacerdoti e frati furono costretti a deporre i loro costumi secolari per vestirsi da laici. Uomini e donne incontrati per strada furono costretti a portare la coccarda della Nazione. Una banda di questi briganti entrò nel Palazzo Comunale dove ruppero e stracciarono i dipinti della famiglia reale e dei nostri più illustri concittadini che ornavano le sale del municipio. Un francese tagliò a cerchio la testa del re e la portò dicendo: “La metterò sulla testa del mio cavallo”. Da lì si diressero verso la casa dell’intendente dove saccheggiarono e ruppero tutto senza risparmiare gli archivi, i mobili furono lanciati dalle finestre, insieme a carte e registri semibruciati.
Fonti:
Guy Sampiero, Nos Souverains Savoyards, Bendejun : Escola de Bellanda, 2022
Le Patrimoine des Communes des Alpes Maritimes(Tome II), Paris: Flohic Editions, 2000

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