Originaria di Firenze, dove nacque il 22 marzo 1837, era figlia del marchese Filippo Oldoini, ambasciatore del Regno di Sardegna in Portogallo, Russia e negli Stati tedeschi. La contessa sposò il conte Francesco Verasis Asinari e visse parte della sua vita nella capitale, Torino. Con il matrimonio divenne cugina di Camillo Benso di Cavour (primo ministro del Regno). Elegante e raffinata, con un’intelligenza eccezionale e un’intelligenza notevole, parlava quattro lingue e aveva concepito dei crittogrammi per comunicare con il governo piemontese per le sue questioni personali.
Il sogno di una Grande Italia
Negli anni 1850, Vittorio Emanuele II di Savoia e il suo ministro Cavour nutrivano il sogno di una grande Italia; per realizzarlo, avevano bisogno dell’appoggio di una potenza straniera capace di costringere l’Austria a cedere le sue possessioni nella penisola e, per entrare nel gruppo delle grandi nazioni, il Piemonte approfittò della guerra di Crimea, combattendo al fianco dei francesi e degli inglesi contro la Russia.
Una vita alla Corte
Per tornare alla Contessa, secondo i testimoni e il suo stesso diario, ella conduceva una vita alla corte piemontese grazie al marito, Francesco, che non amava. Tuttavia, nel 1855, egli le permise di avere un figlio, Giorgio, che morì a 24 anni a Madrid a causa di problemi di salute. Era ammirata dagli uomini che la circondavano. In un passo del libro *La Contessa di Castiglione* di Claude Dufresne, è interessante notare che Virginia appare come una donna impassibile e stoica. Si presenta al Re come se lo conoscesse già, scrutando l’ambiente circostante come se fosse un luogo naturale per lei. Dopo una serata organizzata dal Re, riceve dal sovrano il permesso di accedere al Palazzo Reale «ogni volta che lo desiderasse», testimoniando così il suo potere di seduzione.
L’Imperatore e le sue avventure
Secondo le fonti disponibili sull’immagine del sovrano (Vittorio Emanuele II di Savoia), si potrebbe immaginarlo come «un galante uomo, corridore di gonne» (così lo designava la corte), incapace di lasciar passare una donna senza precipitarsi su di lei, anche in presenza della consorte, riducendo quest’ultima al ruolo di vittima.
Il suo spiccato gusto per le donne gli ispirò un espediente tra i più insoliti: decise di sfruttare questa passione per assicurarsi l’appoggio di Napoleone III nella causa italiana. Conoscendo l’interesse comune dell’imperatore per le donne, sperava di attirare la sua attenzione e convincerlo a sostenere il suo progetto. D’accordo con Cavour, scelse di inviare Virginia a Parigi, sperando che il suo fascino potesse sedurre Napoleone e rafforzare il loro legame, suscitando nel contempo il sostegno per l’Italia.
Missione a Parigi
Inviata alla capitale dal cugino Camillo Cavour con l’obiettivo di conquistare Napoleone III, all’epoca di 47 anni, Virginia arrivò a Parigi con il marito. Si stabilirono al numero 10 di rue Castiglione, una strada nel quartiere di Place-Vendôme. Grazie alle sue qualità fisiche, ma anche al suo carattere – Virginia, come già detto, è una donna sicura di sé e molto orgogliosa – riuscì a sedurre numerosi uomini e infine Napoleone III. A causa di tutte queste avventure e dei suoi giochi di seduzione, il marito della contessa, Francesco, decise di lasciarla e tornò a Torino, rovinato dallo stile di vita lussuoso della moglie, dove dovette vendere tutte le sue proprietà per saldare i suoi debiti.
La Liaison con Napoleone III
Il 9 gennaio 1856, la Contessa fu presentata all’Imperatore durante un ballo. Un mese dopo, iniziarono una relazione che non mancò di discrezione. Durante una festa estiva nel parco di Saint-Cloud, al castello di Villeneuve-l’Étang (Marnes-la-Coquette), si allontanarono per diverse ore, sotto lo sguardo infastidito dell’Imperatrice. L’influenza della Contessa sull’Imperatore si sarebbe concretizzata con la firma del Trattato di Plombières, il 21 luglio 1858, tra Napoleone III e Cavour. Questo accordo prevedeva l’aiuto della Francia per scacciare gli Austriaci dal nord-est della penisola in cambio del Comté de Nice e della Savoia, che sarebbero stati annessi alla Francia.
Uno stile all’avanguardia
Possiamo considerare la Contessa anche come una delle prime influencer, poiché amava farsi fotografare, e si contano più di 400 scatti di lei, realizzati in gran parte dal talentuoso fotografo Pierre-Louis Pierson. In un’epoca in cui la fotografia stava iniziando a farsi strada, seppe cogliere l’opportunità di quest’arte nuova per plasmare la sua immagine e accrescere la sua influenza. Collaborando con Pierson, mise in evidenza non solo la sua bellezza, ma anche la sua personalità carismatica e all’avanguardia.Fonti:
La Contessa di Castiglione, Claude Dufresne
Virginia Oldoini Verasis, Contessa di Castiglione, Enciclopedia Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/castiglione-virginia-oldoini-verasis-contessa-di_(Enciclopedia-Italiana)/

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